Un ‘ponte’ d’arte tra Canavese e Mantova: un Beato Alberto attribuito a Sano di Pietro è l’effigie del Vescovo di Ivrea ?

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di Paolo Bertelli **

E’ un dipinto intrigante quello che sarà battuto tra qualche giorno in Svizzera. Nell’asta dell’11 marzo
di Artcurial a Basilea, viene presentata una tavola raffigurante il “beato Alberto da Mantova”.
L’opera, al lotto 24 della vendita, è attribuita a Sano di Pietro (olio e foglia d’oro su tavola,
60,3×31,5 cm) e proviene da collezione privata svizzera. La stima è tra i 25.000 e i 35.000 franchi
svizzeri (tra i 27.500 e i 38.000 euro). Ciò che interessa, al di là dell’autografia del maestro senese
la cui vita percorse quasi l’intero Quattrocento, è che al centro della tavola, attorno alla figura del
santo raffigurato, compare l’iscrizione «BEATVS ALBERTV[S] | MANTVANV[S]». La tavola,
con ogni probabilità doveva essere parte di un polittico, verosimilmente uno scomparto posto alla
sinistra del pannello centrale, chissà se un tempo di maggiori dimensioni e poi decurtato nella parte
inferiore. È interessante la figura del religioso, con abito bigio, che può in effetti ricordare quello
dei primi francescani. Il volto è caratterizzato dai ricci che, in effetti, ritornano nelle opere di Sano,
ed è incorniciato dall’aureola punzonata. Mancano altri particolari o attributi iconografici, che, però,
potevano essere posti ai piedi della figura, probabilmente perduta nella metà inferiore. La scheda in
catalogo recita così: «Figura di spicco della scena artistica senese del primo Rinascimento, Sano di
Pietro iniziò la sua brillante carriera all’ombra del grande Sassetta. A capo di una bottega ben
organizzata, produsse un gran numero di immagini devozionali che incontrarono particolare
apprezzamento tra il pubblico della confraternita. Il Beato dal volto cherubino raffigurato sulla
nostra tavola può essere stilisticamente paragonato alle figure che popolavano il reliquiario di Sano
di Pietro a Dresda, Gemäldegalerie Alte Meister (n. 24). La figura è forse, ma non con certezza, il
Beato Alberto da Chiatina (1135–1202), sacerdote di Colle di Val d’Elsa, cittadina in provincia di
Siena, centro dell’attività di Sano di Pietro». Ciò detto, quello che non torna è la scritta, che,
comunque, sarebbe da indagare. Non si coglie il nesso con Mantova del beato buonconventino

(chiatinese? Clatinese?). Forse il riferimento va, invece, al beato Alberto Gonzaga, vescovo di
Ivrea? La questione è intrigante: se questo riconoscimento si rivela percorribile, l’opera sarebbe un
rarissimo ritratto del religioso in questione. Ovviamente non un ritratto fedele (essendo stato
realizzato ex post, ma pur sempre una testimonianza pressoché unica del religioso mantovano.

** Storico dell’Arte

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