Pont Canavese: Costa scrive alle Unioni montane, non gli rispondono e coinvolge il Difensore Civico

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Il Consigliere Comunale di Pont Canavese e Dirigente Nazionale del Movimento Indipendenza, Raffaele Costa, comunica di aver trasmesso una segnalazione formale al Difensore Civico della Regione Piemonte a seguito della mancata risposta da parte di due delle sei Unioni Montane del Canavese a una richiesta tecnico‑ricognitiva inviata il 21 gennaio 2026.

L’istanza riguardava:

l’accessibilità ai fabbricati nelle borgate montane,

le ordinanze di chiusura strade e piste agro‑silvo‑pastorali,

le modalità di erogazione del servizio rifiuti in presenza di limitazioni,

la raccolta di dati utili a fotografare la situazione reale degli ultimi cinque anni.

Costa precisa che la richiesta non riguardava la determinazione della TARI, competenza dei Comuni, ma una ricognizione tecnica necessaria per comprendere eventuali criticità territoriali.

Trascorso il tempo previsto dalla legge senza alcun riscontro, il Consigliere ha inviato un sollecito formale il 22 febbraio 2026, anch’esso rimasto completamente inascoltato.

È proprio a fronte di questo comportamento – definito da Costa “non corretto e non rispettoso delle norme sulla trasparenza amministrativa” – che si è reso necessario l’intervento del Difensore Civico.

Quattro Unioni Montane hanno risposto, ma in alcuni casi in modo superficiale e incompleto, tanto da rendere necessario un ulteriore invio di richieste di chiarimento.

Alla luce di tali mancanze, il Consigliere ha inoltre provveduto a inviare una richiesta formale a tutti i Comuni appartenenti alle sei Unioni Montane del Canavese, chiedendo informazioni puntuali su:

chiusure di strade e piste agro‑silvo‑pastorali,

condizioni di accessibilità ai fabbricati,

eventuali limitazioni che possano incidere sulla fruibilità dei servizi.

Il Consigliere sottolinea che una gestione così disomogenea delle informazioni potrebbe incidere anche sulla corretta applicazione delle riduzioni TARI, soprattutto nei casi in cui l’accessibilità ai fabbricati risulti limitata o compromessa.

Un motivo in più – precisa Costa – per garantire dati chiari, completi e uniformi su tutto il territorio.

“Quando un ente risponde in modo approssimativo, o non risponde affatto, non sta mancando di rispetto a me, ma ai cittadini.

La trasparenza non è un optional: è un dovere istituzionale”, dichiara Costa.

“Se un territorio presenta criticità di accesso, è legittimo chiedersi se siano state applicate tutte le riduzioni previste dalla legge.

La ricognizione che ho avviato serve proprio a fare chiarezza, non a creare problemi”, aggiunge.

Costa rimarca infine una questione di principio che riguarda tutti:

“Quando un cittadino o un’impresa deve presentare un documento, pagare un tributo o rispettare una scadenza, gli enti pubblici pretendono puntualità assoluta.

Ma quando è l’ente a dover rispondere, motivare o collaborare, troppo spesso assistiamo a ritardi, silenzi o risposte frettolose.

Questa disparità non è più accettabile”.

La segnalazione al Difensore Civico è stata inviata per:

tutelare il diritto di accesso e di partecipazione amministrativa,

garantire uniformità di comportamento tra gli enti,

sollecitare risposte complete e motivate,

assicurare trasparenza verso i Consiglieri e verso i cittadini.

“Continuerò a vigilare con fermezza, ma sempre con rispetto.

Le istituzioni funzionano quando rispondono, quando motivano e quando collaborano”, conclude Costa.

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