di Maria Antonella Pratali
Tratto dall’omonimo romanzo di Marco Franzoso, il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2025 ed è nelle sale italiane dallo scorso 5 marzo.
La trama si svolge non nelle colline emiliane che fanno da sfondo al libro, ma in una Trieste scombussolata dalla bora, che scompiglia e smuove ogni cosa, produce rumori inquietanti e diventa essa stessa uno dei personaggi del film.
La protagonista, Elisabetta (Matilda De Angelis), è una brillante avvocata chiamata a difendere il docente universitario Walder (Stefano Accorsi), un uomo dimesso, maldestro e a tratti goffo, accusato di stupro da una sua ex allieva, Giulia (Lidiya Libermann).
In sede di processo, Giulia ritratta e di fatto scagiona il professore.
Walder, però, non si accontenta e chiede all’avvocata di occuparsi di una nuova causa: quella che vuole intentare contro l’università per i torti che ritiene di aver subito.
Di fronte al diniego di Elisabetta, il professore insiste a più riprese.
In una delle scene ambientate all’università, lo si vede tenere una lezione sulla parresia, il concetto filosofico che prevede il “dire la verità” assumendosi il rischio delle conseguenze.
Ma proprio mentre Walder riflette sul valore del dire la verità, la storia lascia emergere zone d’ombra e ambiguità.
Elisabetta, che ha nel suo passato recente una causa vinta contro l’ex compagno Daniele (Marlon Joubert), uomo violento e stalker, sente riaffiorare la sensazione, dapprima vaga e poi sempre più forte, di essere nuovamente spiata da lontano, controllata, perseguitata.
Via via si convince che Daniele, appena uscito dal carcere, la stia di nuovo pedinando e le invii segnali che lei ritiene inequivocabili.
Ne informa il suo amico poliziotto, che dapprima non le crede e la accusa di paranoia. Tuttavia, di fronte alla disperazione di Elisabetta, decide di avviare delle ricerche su Daniele e fa emettere un mandato di non avvicinamento.
Elisabetta è inquieta; la casa in cui abita, isolata e percossa dalla bora, non contribuisce a rassicurarla.
Proprio in questa casa lo spettatore assisterà al culmine della storia, dove improvvisamente tutto prende una piega inaspettata e il professore finirà per svolgere un ruolo determinante.
Fino all’ultimo si resta sospesi tra la verosimiglianza dei fatti e la possibile fantasia disturbata di Elisabetta.
L’abilità di Mordini sta proprio qui: nel condurci senza grossi sobbalzi, ma con inquietudine incalzante, nei meandri della mente sotto pressione di una donna che ha subito violenze. È davvero lucida o è condizionata dalle sue esperienze pregresse? Ciò che vede è la realtà o è il pensiero distorto che ne altera i contorni?
La recitazione di Matilda De Angelis riesce a esprimere con efficacia le sfumature del dubbio e della paura; Stefano Accorsi, dal canto suo, si conferma un attore eclettico, capace di rendere con finezza tutti i lati del suo personaggio.
Un film che vale la pena vedere.
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