CINEMA.VENEZIA82 – GLAMOUR, RIFLESSIONE E DENUNCIA PER UNA VETRINA INTERNAZIONALE 

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La Mostra giorno per giorno – 4

La prima cosa che viene da chiedersi è “ma quanti Frankenstein sono stati girati?”. Più di settanta, a partire dalle pellicole del muto, passando per parodie e film tv. È quindi curiosità pura quella che  spinge a sapere come Guillermo Del Toro ha fatto suo questo mito intramontabile con un ennesimo film, accolto in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. «Il film si chiede cosa significhi essere umani in un’epoca di tecnologia veloce, guerra e schieramenti. – afferma il regista – Viviamo in un mondo che ci disumanizza costantemente, dividendo tutto in puro o terribile. Non c’è dialogo o libertà di interpretazione. Il film fa pace con l’imperfezione: si può essere buoni, si può essere cattivi, e in mezzo ci sono tutti i colori dell’esperienza umana, compresi gli errori e il perdono». Prodotta da Netflix, la pellicola sarà disponibile su piattaforma a partire dal 7 Novembre.

In concorso è anche l’opera di Gianfranco Rosi Sotto le Nuvole, unico regista di documentari ad aver vinto sia il Leone d’oro a Venezia nel 2013 con Sacro Gra, sia l’Orso d’oro a Berlino nel 2016 con Fuocoammare, per il quale è stato anche candidato all’Oscar. Ambientato fra il Golfo di Napoli e il Vesuvio, del suo documentario il regista dice «Sotto le nuvole c’è un territorio attraversato da abitanti, devoti, turisti, archeologi che scavano il passato, da chi, nei musei, cerca di dare ancora vita, e senso, a statue, frammenti, rovine. (…) Raccolgo le storie nelle voci di chi parla, scruto le nuvole, i fumi dei Campi Flegrei. Quando filmo accolgo la sorpresa di un incontro, di un luogo, la vita di una situazione. La sfida del racconto è assecondare l’inquadratura, mentre le storie prendono vita». 

Per la rassegna “Orizzonti” dedicata ai registi meno conosciuti, il film Late Fame di Kent Jones è stato accolto con un prolungato, caloroso applauso (https://italiasara.it/2025/08/31/cinema-venezia82-sezione-orizzonti-late-fame/ )

Accanto al volto noto Willem Defoe, l’attrice di origine coreana Greta Lee, candidata lo scorso anno al Golden Globe come Miglior attrice per film Past Lives, a sua volta candidato all’Oscar 2024. 

Mentre il cinema si interroga sulle varie sfaccettature dell’animo umano e sui mai risolti problemi della società del suo tempo ecco che alla cittadella del cinema, blindata dalle forze di sicurezza,  irrompe con forza quella realtà che ogni film si incarica di rielaborare e portare sullo schermo. Gli echi di un pacifico ma imponente corteo che si snoda per tutto il tragitto del Lido, dagli imbarchi agli ingressi in uno sventolio di bandiere, ci ricorda che là, a Gaza, un’immane tragedia si sta consumando sotto i nostri occhi.  

Un atto di denuncia che affianca il glamour e la riflessione sul palcoscenico della Mostra per dare visibilità internazionale a un’iniziativa di solidarietà umana.

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