di Massimo Iaretti
Un cottimista della letteratura a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento: potrebbe essere questa la definizione più adatta per Emilio Salgari, scrittore i cui meriti – misconosciuti in vita – gli vennero attribuiti dopo il tragico termine del suo cammino terreno. ‘Le Meraviglie di Salgari’ sono state mercoledì pomeriggio al Teatro Cinico Angelini di Crescentino oggetto di una lezione interattiva di Paola Bosso, docente di lettere e storia all’Istituto Calamandrei, nell’ambito del ciclo di appuntamenti dell’Uni3.

La relatrice, con grande passione, ha saputo coinvolgere tutto l’uditorio sulla vita e le opere di un genio che ha fatto sognare generazione ma che ha avuto una vita grama, a causa delle sollecitazioni degli editori che gli commissionavano di continuo opere pagandolo quattro soldi , e che andò incontro ad una fine tragica proprio nell’anno in cui l’Italietta giolittiana cercava il suo posto al sole in terra di Libia. La lezione, in forma interattiva, ha avuto un interessante approfondimento grazie al contributo di Salah Eddine Moujjane, anch’egli docente di economia aziendale al Calamandrei che alcuni anni orsono si è recato nel Borneo – teatro dei romanzi incentrati su Sandokan, Yanez e i Tigrotti di Mompracem, ambientati con precisione in luoghi nei quali Salgari non era mai stato – spintovi da un documentario che parlava dell’esperienza dell’antropologo svizzero Bruno Manserdel quale si sono perse le tracce nel Sarawak all’inizi degli anni 2000, ‘reo’ probabilmente di essersi opposto dalla deforestazione.

Alla riuscita della lezione hanno contribuito anche alcuni allievi ed allieve della classe 5 Sia del Calamandrei: Anna Calzavarra, Gabriele De Salvo, Beatrice Pezzotti, Imane Touti e Sara Vercellone. Con i loro interventi, brevi ma appropriati, e con il loro supporto hanno creato davvero un bel ‘gioco di squadra’ con la regia di Paola Bosso che, tra l’altro, è anche una appassionata di arte teatrale. Era presente l’assessore alla cultura del Comune di Crescentino, Antonella Dassano.


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