Crescentino, tre ragionamenti post spettacolo sullo spostamento del campanile

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di Arturo Zanni

La manifestazione che si è svolta davanti al Santuario della Madonna del
Palazzo il 26 marzo esattamente 250 anni dopo quel 26 marzo del 1776
quando il campanile venne spostato di quattro metri e mezzo per dare più
spazio ai fedeli per partecipare alle funzioni nel luogo di culto ha
dimostrato tre cose, sostanzialmente.

La prima è che a volte non occorrono
titoli altisonanti per fare le cose, ma l’intelligenza è un bene primario
dell’uomo: Crescentino Serra era un capomastro senza erudizione e pieno
di buon senso pratico (cosa che si dovrebbe sempre tenere presente). La
seconda è che gli allievi di un istituto tecnico possono benissimo avere
delle velleità artistiche e umanistiche se guidati da un insegnante che li
guida con passione: è il caso della terza Sia (Sistemi informativi aziendali)
del Calamandrei che coordinata con passione, e con il supporto degli allievi
della quinta, dalla docente di lettere Paola Bosso, ha portato in scena un
testo teatrale scritto in classe e accompagnato dalle note dell’Orchestra
sinfonica del Comprensivo Crescentino Serra, diretta da Simone Loffredo,
con una bella esecuzione di Gabriele De Salvo al pianoforte, il tutto a
condire ‘Una storia di geniale semplicità’.

La terza è che il piemontese può
e deve essere una lingua viva e vitale non un qualcosa di folkloristico o di
arcaico ormai consegnato alla dimenticanza, come dimostra la poesia
declamata da Paola Bosso a metà spettacolo.

L’evento, svoltosi in una
giornata soleggiata, anche se battuta da un forte vento, ha visto una
notevole presenza, sia dei ragazzi delle scuole medie e superiori, sia dei
cittadini, e che ha segnato, come ha spiegato il sindaco Vittorio Ferrero, un
momento importante e significativo delle celebrazioni che culmineranno
con la giornata di domenica 12 aprile quando ci sarà una serie di
appuntamenti pensati per tutta la comunità crescentinese, dalla Fiera del
Campanile, al pranzo tipico, ai tour guidati, all’esperienza inmongolfiera,
alla rievocazione popolare dello spostamento, alla celebrazione liturgica
presieduta dall’arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo

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