Pro Ivrea C5, parla Mister Bassi: «Niente scorciatoie, le categorie ce le conquisteremo sul campo»

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Dagli esordi in panchina al nuovo corso orange: l’intervista al mister tra gestione del gruppo, tattica e la rinascita del futsal eporediese.

Di Davide Pasca

🔵Tra ricordi e spogliatoio: la carriera di Mister Bassi

DP: «Mister, prima di tuffarci nella nuova avventura con l’Ivrea, riavvolgiamo per un attimo il nastro: le va di tracciarci un breve bilancio delle tappe fondamentali della sua carriera in panchina e di come l’hanno formata come allenatore? È stato anche un giocatore in passato?»

LB: «Mi sono avvicinato al Futsal quasi per caso, dopo una carriera sui campi del C11 (dalla seconda categoria alla promozione)
Quando mi sono trasferito in provincia di Vercelli, avevo da poco chiuso la mia carriera a 11 e degli amici mi hanno chiesto di partecipare al progetto di una nuova squadra di C5. E’ stata la scintilla: mi sono innamorato subito della rapidità e dell’intensità del gioco, del mix tra tecnica, tattica e fisicità.
Dopo qualche anno, di nuovo per caso, ho avuto la possibilità di avvicinarmi alla panchina come secondo allenatore. Dopo un anno di apprendistato è iniziata la carriera da primo allenatore. Ormai 10 anni fa. Prima della Pro Ivrea ho allenato al Futsal Canavese e poi al Futsal Club Santhià. Quest’ultima è sicuramente l’esperienza che mi ha fatto entrare nel giro del Futsal Piemontese. Durante l’esperienza a Santhià ho conseguito il patentino da allenatore Futsal UEFA B.»

DP: «Si dice spesso che si impara di più dalle giornate no che dai trionfi. C’è stato un momento difficile o una scelta del passato che, col senno di poi, si è rivelata fondamentale per la sua maturazione in panchina?»

LB: «In 10 anni di carriera i momenti difficili sono stati almeno tanti quanti i momenti felici ed il mister che sono adesso è sicuramente frutto di tutto quello che ho vissuto, nel bene e nel male… credo sia naturale portarsi tutto dietro, nel proprio percorso di crescita.
Un episodio su tutti: l’anno del passaggio dalla C2 alla C1 con il Santhià, a Gennaio perdemmo la finale di Coppa Italia e, per l’entusiasmo crescente con cui eravamo arrivati in finale, fu una botta incredibile per il morale di tutti… ma nelle settimane successive, tra di noi, ci dicemmo che era stato giusto così: oltre ovviamente per il merito degli avversari (che onestamente in finale avevamo fatto qualcosa più di noi), non eravamo ancora pronti per raggiungere quella vittoria. Quella sconfitta e gli errori commessi in finale furono però il trampolino di lancio per un girone di ritorno senza precedenti, che ci portò a trionfare nettamente e meritatamente nei playoff per la promozione.»

DP: «In tanti anni da allenatore ha visto passare decine di giocatori: cos’è che le dà più soddisfazione a fine stagione? Alzare una coppa o vedere un ragazzo cresciuto sotto la sua guida fare il salto di qualità?»

LB: «Onestamente credo che le 2 cose siano molto collegate: se i tuoi ragazzi non crescono durante l’anno, è difficile che a fine anno arrivino dei risultati positivi di squadra.»

🟠 Il progetto Ivrea e la scelta della Serie D

DP: «Veniamo all’attualità: l’Ivrea ha fatto una scelta importante e controcorrente, rinunciando alla promozione in C1 per ripartire dalla Serie D. Cosa c’è alla base di questa decisione e qual è la molla che l’ha spinta a sposare questo progetto?»

LB: «A seguito dei falliti playoff per la C1 dell’anno scorso, come Ivrea abbiamo addirittura rischiato di chiudere il progetto. Dopo 2 anni legati all’Ivrea del C11 (Promozione), l’entusiasmo per il C5 sembrava essere venuto meno: pochi giocatori, pochi soldi e pochi dirigenti. Poi, di nuovo quasi per caso, ci siamo trovati con il presidente (Jody Scalco, giocatore di Futsal con esperienza anche in serie B) ed il dirigente Kevin Cocciolo (anni di esperienza nella gestione delle società di Futsal, Real Scorpion ed i primi anni dell’Ivrea su tutti) ed abbiamo deciso di provare a ripartire. E’ vero, per i meriti degli anni precedenti avremmo anche potuto chiedere il ripescaggio in C1, ma abbiamo preferito fare i passi giusti con i tempi giusti. L’obiettivo è creare un centro di Futsal importante nella zona eporediese/canavesano, coinvolgendo (per quanto possibile) i ragazzi della zona. Per questo abbiamo ritenuto più saggio ripartire da zero e provare a conquistarci le categorie sul campo.
La risposta sembra essere stata incredibile: in 1 mese abbiamo allestito una rosa di 18 giocatori: un mix tra giovani e giocatori più esperti (che da anni calcano i parquet) che si presenteranno a fine Agosto per iniziare la preparazione; 6 dirigenti operativi ed alcuni sponsor di assoluto riguardo… quando ci siamo incontrati e ci siamo detti di provare a ripartire non ci aspettavamo una risposta del genere in così poco tempo!»

🟢 Campo e tattica: l’impronta del Mister

DP: «Che squadra vedremo sul campo? Avete allestito una rosa prevalentemente giovane per costruire nel tempo, o avete puntato sull’esperienza di elementi esperti per la categoria?»

LB: «Come detto, l’obiettivo è di lungo periodo. In questo senso, abbiamo cercato di allestire una rosa eterogenea, un buon mix tra giovani da formare e giocatori già esperti, con qualche anno di esperienza sui parquet piemontesi. Come tutte le mie squadre, cercheremo di avere una squadra di corsa, pressing ed intensità.»

DP: «Venendo agli aspetti squisitamente tattici: che impronta vuole dare alla squadra? Saranno fondamentali gli schemi o sono solo una parte del tutto?»

LB: «Gli schemi sono assolutamente una parte del tutto. Da qualche anno ho maturato la convinzione che i principi di gioco contino molto di più degli schemi. Il futsal è uno sport fatto di duelli individuali e quindi, soprattutto in fase offensiva, credo molto nel lasciare spazio all’individualità dei giocatori (idea che ho inevitabilmente rinforzato nel mio periodo a Santhià, dove avevo giocatori molto talentuosi). Per questo preferisco trasmettere i miei principi di gioco e lasciare ai ragazzi la possibilità di interpretarli con la loro individualità, incanalandoli con delle “regole generali” su cui lavoriamo tutto l’anno. Discorso diverso per la parte difensiva, dove sono un po’ più rigido e lascio meno spazio di interpretazione individuale.»

🔴 Settore giovanile e ambizioni stagionali

DP: «La crescita di una società si misura spesso dalle fondamenta. Qual è la sua visione sul settore giovanile dell’Ivrea e come pensa di raccordare il vivaio con la prima squadra?»

LB: «Ritorna quanto detto prima: puntiamo a creare un progetto a lungo termine ed il settore giovanile è parte fondamentale di questo progetto. Abbiamo già rischiato di poter fare una giovanile al primo anno, ma i numeri non erano sufficienti. Grazie all’esperienza del presidente Scalco nei settori giovanili, punteremo a strutturarci in tal senso per il prossimo anno. Per il momento tra i giocatori annessi alla prima squadra abbiamo molti giocatori nati dopo il 2000 (alcuni anche nel periodo 2006-2010).»

DP: «Guardando alla stagione che sta per iniziare: quali sono i reali obiettivi dell’Ivrea? Come affronterete il doppio impegno tra Campionato e Coppa Italia e che tipo di segnale volete mandare alle avversarie?»

LB: «Ovviamente quando si inizia un percorso nuovo le ambizioni sono sempre molto alte. D’altro canto, essendo da qualche anno in questo sport, come società sappiamo che si stanno formando delle squadre di assoluto livello anche per la serie D, alcune anche basate su settori giovanili di compagini impegnate nei campionati nazionali (serie B ed A2). Partiamo assolutamente per giocarcela in tutte 2 le competizioni, ma sappiamo che sarà durissima. L’obiettivo, in maniera diretta o indiretta, è cmq quello di arrivare in fondo con soddisfazione.»

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