di Massimo Iaretti
Sergio Boeri, 59 anni, originario di Cagliari, da 12 anni residente a Manila dopo 5 anni trascorsi in Cina, presidente della Camera di commercio italiana nelle Filippine è in queste settimane in Italia per una serie di incontri per fare conoscere la realtà economica in espansione dell’arcipelago asiatico. Fino al 30 giugno rimarrà nel Nord Italia e in particolare ha visitato diverse aziende in provincia di Cuneo (Cantine del Conte, Marchesi di Barolo, le aziende agricole Ceretto, Piero Gatti, Gerlotto e fratelli, Musso a Barbaresco, la Inalpi spa, , Salvi Harps, la Camera di commercio di Cuneo, oltre a ‘El Panatà dla Vila’ di Mattia Gozzarino a Verzuolo) e a Torino e Città Metropolitana. Con lui abbiamo avuto un lungo colloquio telefonico, illuminante su una realtà in crescita.
Presidente qual è l’obiettivo della Camera di commercio italiana nelle Filippine ?
Rendere più facile il business dei nostri connazionali e più semplice il contatto con le imprese filippine.
Quali sono i settori maggiormente rappresentati nelle Filippine ?
Per l’Italia moda e design, food and beverage, software, infrastrutture, il tutto con una presenza che va dalle imprese piccole a quelle grandi, per fare solo un esempio dal ristorante italiano alla Barilla.
Che mercato è quello filippino ?
E’ uno tra i più importanti dell’Asean che presenta una crescita del 6%. C’è poi una caratteristica di cui si parla poco in Italia: sono stati costruiti diversi casinò, il che attira un notevole flusso di turisti da Cina, Giappone, Corea- E in queste strutture non ci gioca solo, ci sono anche delle gallery dove si trovano tutti i maggiori marchi della moda e del lusso. Le Filippine hanno portato via lo scettro a Macao.
Che modello di sviluppo si segue ?
Il B.G.C. – Bonifacio Global City , quartiere centrale degli affari e importante polo finanziario a 11 chilometri a Sud Est da Manila è il nuovo centro di un nuovo modello di sviluppo. C’era una parte del mondo che era addormentata e da oltre 20 anni si è svegliata e continua a crescere. Gli americani e gli inglesi prima hanno capito cosa stava succedendo, poi sono arrivati i francesi, noi dopo.
Qual è la vostra attività ?
Abbiamo oltre 100 imprese associate, tra cui alcune francesi e una greca. Organizziamo 40/50 eventi all’anno per favorire gli scambi e le attività economiche. E ogni anno trascorro almeno tre mesi in Italia e la giro in lungo e il largo.
E il turismo ?
Cisono oltre 1000 progetti sulle 7100 isole che formano l’arcipelago i quali servono a migliorare gli accessi e le infrastrutture. Anche questo è un segnale di crescita
In questo Stato che cambia non c’è il terrorismo islamico ?
E’ in aree del Sud di Mindanao dove non si va.
Infine, una domanda personale: come è arrivato nelle Filippine ?
Ho voluto vedere diversi anni fa cosa succedeva in quella parte di mondo e mi sono fermato, 5 anni in Cina e da 12 sono nelle Filippine
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