Valle Soana, invaso: a che punto siamo ?

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Il Consigliere Comunale di Pont Canavese Raffaele Costa, dirigente nazionale del Movimento Indipendenza, ritiene doveroso informare la cittadinanza sull’intero iter relativo al progetto di invaso in Valle Soana e sulle iniziative intraprese per ottenere chiarezza da parte dell’Unione Montana Valli Orco e Soana.

Il 7 novembre 2024, l’Unione Montana aveva comunicato a Costa, tramite PEC, che:

intendeva proseguire le analisi geofisiche compatibilmente con le risorse disponibili;

l’iter risultava in una fase di attesa finalizzata al reperimento dei fondi necessari per ulteriori approfondimenti;

eventuali sviluppi sarebbero stati valutati sulla base delle disponibilità economiche e delle risultanze tecniche.

A fronte di tali dichiarazioni, Costa ha ritenuto necessario verificare se, a distanza di oltre un anno, quelle intenzioni fossero state confermate, modificate o superate.

Per questo, il 30 gennaio 2026, ha trasmesso all’Unione una richiesta formale di aggiornamenti, articolata su punti precisi:

stato delle analisi geofisiche e degli studi preliminari;

eventuali valutazioni tecniche svolte o programmate;

iniziative intraprese per il reperimento delle risorse economiche;

atti adottati dal novembre 2024 ad oggi;

avanzamento dell’iter e passaggi procedurali previsti;

conferma o modifica delle intenzioni espresse nella PEC del 7 novembre 2024.

Dopo 19 giorni di attesa, la risposta dell’Unione Montana si è limitata alla frase:

“non ci sono nuovi atti da segnalare”.

Una comunicazione così sintetica non affronta nessuno dei quesiti posti e non chiarisce se le intenzioni dichiarate nel 2024 siano ancora valide.

I cittadini hanno il diritto di sapere quali siano oggi le reali intenzioni dell’ente, soprattutto in relazione a un’opera che riguarda la sicurezza idrogeologica, la gestione delle risorse idriche e la pianificazione futura della Valle Soana.

Costa sottolinea che l’inerzia amministrativa può compromettere la possibilità di programmare interventi e tutelare il territorio, poiché decisioni rinviate o non chiarite rischiano di rendere più complessa – o impossibile – qualsiasi azione futura.

Per tali motivi, è stato trasmesso un richiamo formale, volto a ottenere un riscontro completo e motivato.

«Il nostro territorio non può permettersi incertezze. Serve trasparenza, serve chiarezza e serve una posizione ufficiale. Continuerò a vigilare affinché ogni passaggio sia pubblico e comprensibile, nell’interesse della comunità e del territorio.»

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