VISTI O RIVISTI PER VOI. “IL RAGAZZO E L’AIRONE”,  e voi come vivrete?

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C’è un film su Raiplay che merita di esser visto, non è una favola per bambini, anche se è un film d’animazione al quale è stato dato in Italia il tenero titolo di “Il ragazzo e l’airone”.  E non è per niente un film a tema natalizio, anche se è stato trasmesso in prima serata da Rai3 lunedì 5 gennaio. Queste precisazioni vanno fatte perché alcuni spettatori saranno rimasti perplessi guardandolo e può darsi che non abbiamo avuto la pazienza di arrivare fino in fondo godendosi le splendide immagini trasmesse dallo schermo, lasciandosi catturare dalla curiosità di capire che razza di storia era quella. Eppure le due ore di disegni animati realizzate dal giapponese Hayao Miyazaki hanno fatto vincere al regista, meritatamente, l’Oscar 2024 per il miglior film di animazione,  il Golden Globe Awards e una serie di altri premi che è troppo lungo elencare.
Miyazaki vanta una carriera cinquantennale nel campo dell’animazione ed è considerato un riferimento per la storia del cinema, come lo fu Walt Disney ai suoi tempi. Il suo primo Oscar lo vinse nel 2001 con “La città incantata”. Il mondo che porta sullo schermo ci parla di valori universali, di infanzia e di crescita, di lotta contro il dolore e di superamento delle difficoltà. È un mondo magico quello in cui ci proietta, con una fantasia illimitata nel creare personaggi, ambienti e scene che ci lasciano senza parole. È un mondo anche violento in cui nella battaglia fra il bene e il male emerge il tratto duro della cultura giapponese, un mondo popolato di esseri buffi e crudeli. 
Il ragazzo e l’airone” meglio si capisce conoscendo il titolo originale, “E voi come vivrete?”, tratto dall’omonimo romanzo del 1937 di Genzavurō Yoshino, a cui il film si ispira per alcune tematiche filosofiche, in particolare la difficoltà di crescere come essere umano. 
La storia proposta da Miyazaki è però ambientata nella seconda guerra mondiale, in una spettrale Tokyo devastata dai bombardamenti. Il protagonista Mahito, ragazzino di dodici anni, non riesce a superare il trauma della madre morta nell’incendio di un edificio, né il nuovo matrimonio del padre. Rinchiuso in sé stesso, in un dolore al quale non sa dare forma, rifiuta di integrarsi nella famiglia e nella scuola. Sarà uno strano airone parlante, che dapprima lo tormenta e poi gli diventa amico, a  catapultarlo in un mondo fantastico dove spera di ritrovare la madre. In questo mondo dove tutto è possibile l’animazione cattura lo spettatore con bellissime immagini che si susseguono in modo frenetico, lasciando libera la fantasia di creare sempre nuove situazioni. 
Un’opera monumentale che il regista ottantacinquenne ha realizzato per lanciare un messaggio al mondo. Se Mahito di fronte alle prove a cui è sottoposto sa riconoscere i sentimenti negativi che lo avevano animato e sceglie di tornare al mondo reale diventando migliore, riconoscendo i suoi sbagli, ritrovando la serenità nei rapporti con gli altri e la sua nuova famiglia, noi cosa rispondiamo di fronte al quesito di fondo che il Miyazaki ci pone: “E voi come vivrete?”.

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