“La valigia di zia Elsa”, il nuovo romanzo di Patrizia Monzeglio

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di Massimo Iaretti

A tre anni di distanza da “La ragione del silenzio” è uscito in queste settimane il nuovo libro di Patrizia Monzeglio “La valigia di zia Elsa”, pubblicato da Neos Edizioni e disponibile in libreria e sui principali canali on line.

Il romanzo si presenta alla lettura come un mystery. Il contenuto di vecchie lettere e fotografie,  emerse da una valigia dimenticata, spinge la protagonista Francesca a mettersi sulle tracce della verità per scoprire che cosa nasconde il passato della sua famiglia. Come in un film le pagine scorrono veloci, con flash black sul ‘900 che rievocano il dramma dell’8 settembre, la tragedia degli ebrei, la lotta partigiana, il difficile ritorno alla normalità nel dopoguerra e sono queste pagine a dare al libro una profondità che va al di là della forma. “La valigia di zia Elsa” abbina  la forma del mystery alla sostanza di un romanzo che fa riflettere su un drammatico momento storico del nostro Paese. Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle:

Che cosa ti ha portato alla scrittura di questo romanzo?

«L’idea è nata dalle riflessioni già contenute in “La ragione del silenzio” e cioè approfondire i motivi che hanno spinto i giovani a fare certe scelte di vita in una particolare contingenza storica. Il primo libro riguardava la mia generazione e faceva riferimento ai cosiddetti “anni di piombo”, questo nuovo romanzo affronta invece il vissuto della generazione dei miei genitori nati all’inizio degli anni ‘20. Quest’anno si celebra l’80° anniversario della Liberazione e mi sembrava giusto dare un mio piccolo contributo, sotto forma di romanzo, al ricordo degli eventi che hanno preceduto e accompagnato l’aprile del 1945».

Quali sono le principali differenze sotto l’aspetto dell’impianto narrativo del tuo primo lavoro?

«Anche se c’è un fil-rouge che lega i due libri, non volevo che “La valigia di zia Elsa” diventasse un banale sequel del primo. Così ho scelto una formula diversa, una sorta di romanzo nel romanzo con una storia unica che si sviluppa su un doppio binario. Quello della scrittrice Francesca, che intraprende la ricerca della verità sul passato di suo padre partigiano, e quello dei protagonisti del romanzo che Francesca inizia a scrivere come terapia per il turbamento provocato dai contenuti emersi dalla valigia della zia. Il suo vissuto e quello dei personaggi, a cui affida la descrizione di parte della sua esperienza, si intrecciano capitolo dopo capitolo creando una storia ricca di suspense che si risolve poi nel finale.

Hai già qualche idea del prossimo libro?

Sì, ho già lavorato sulla struttura di una storia molto intrigante ambientata nel periodo risorgimentale e basata su fatti veri. Il lavoro di ricerca è molto lungo e lo voglio terminare prima di mettermi a scrivere il romanzo vero e proprio.  Mi piace lavorare su eventi realmente accaduti e poi creare una storia di fantasia che mi permetta di far emergere, attraverso i personaggi di un romanzo o di un racconto, le emozioni, i sentimenti, le paure di chi è vissuto in quel periodo storico.   Anche per “La valigia di zia Elsa” mi sono ispirata a fatti veri che hanno riguardato la mia famiglia e quella di alcuni amici. Ho ambientato per questo motivo il romanzo fra Torino, Casale e le colline del Monferrato. 

C’è qualche presentazione in programma?

Sì, molte, tredici già fissate nei mesi di aprile e maggio. Comincerò lunedì 7 aprile 2025 al Circolo dei Lettori di Torino dove interverranno, oltre all’editore della Neos Silvia Ramasso, anche Domenico Ravetti, Vicepresidente del Consiglio Regionale e Presidente del Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte e Nino Boeti Presidente Provinciale ANPI.

Seguiranno poi altri incontri in librerie di Torino e Milano, nelle biblioteche di Chieri, Alessandria e di alcuni paesi del Monferrato, fra i quali Vignale dove sono nata e trascorro il mio tempo libero. Sarò anche ospite della Comunità Ebraica di Casale Monferrato, avendo dedicato alcune pagine del libro al dramma degli ebrei monferrini».

Qual è il valore e l’attualità della resistenza oggi.

«La Resistenza è nata come lotta contro la dittatura fascista e di liberazione contro un esercito straniero, quello tedesco, che occupò il nostro Paese dopo la richiesta di armistizio del governo italiano. Il detto “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” vale allora come oggi. È di attualità la scelta che noi facciamo quando decidiamo di parteggiare per chi difende la democrazia e la libertà invece di sostenere paesi governati da dittatori o da democrazie illiberali. Coloro che hanno combattuto nella Resistenza hanno regalato all’Italia la nostra Costituzione democratica e ottanta anni di pace e benessere.  

Parlerai del tuo libro anche nelle scuole?

«Sono sempre disponibile a incontrare i ragazzi delle scuole per parlare sia dei miei libri, sia del momento storico a cui sono ispirati. L’ho fatto per La ragione del silenzio, spero di farlo presto anche  con La valigia di zia Elsa». 

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