Lega Giovani di Biella presente sul pratone di Pontida

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Il raduno della Lega di Pontida 2023 ha avuto grande rilevanza politica e ha catturato l’attenzione di tutto il Paese e anche della stampa e della politica internazionale, grazie a numerose delegazioni estere soprattutto di giovani appartenenti a partiti alleati della Lega provenienti da altri Stati europei e perfino dagli USA. Il giorno prima, infatti, sempre a Pontida, il movimento giovanile del partito è tornato a ritrovarsi con l’assemblea federale della Lega Giovani.

Il coordinatore provinciale della Lega Giovani Biella, Alessio Pasqualini, ha espresso con orgoglio l’adesione e la crescita costante del movimento: «per molti giovani leghisti di Biella, questo è stato il loro primo raduno sul Sacro Suolo, un’esperienza che ha lasciato un’impronta indelebile. Il raduno di Pontida con la sua atmosfera unica ha come sempre rinforzato il legame tra i giovani della Lega, rinnovando la loro determinazione a sostenere gli storici ideali di autonomia, sicurezza e identità. La Lega Giovani Biella, che ha partecipato con fervore e condivisione degli ideali del partito, portando a casa una serie di riflessioni e sensazioni, è orgogliosa di aver fatto parte di questa straordinaria esperienza e guarda con ottimismo alle sfide del futuro.».

Con Pasqualini, erano presenti da sabato anche Alessio Ercoli, capogruppo della Lega a Biella, Stefano Bordoni, consigliere comunale a Tavigliano, Giorgia Pollono, consigliere comunale a Veglio e Samuel Bortolato, che domenica è salito sul palco con il ministro dell’istruzione Valditara assieme alla delegazione scuole della Lega Giovani.

I ragazzi hanno infatti avuto anche l’opportunità di ascoltare le parole del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Un momento di grande significato nel quale il ministro ha raccontato l’idea di scuola della Lega: “riconoscere e valorizzare le intelligenze e le abilità, mettere al centro gli studenti anche con i docenti tutor per andare verso la formazione individualizzata e dare a ciascuno l’opportunità di farcela, ridare al contempo autorevolezza ai docenti, ma anche il ritorno del voto in condotta, che non deve essere visto con paura ma come responsabilizzazione degli studenti. Una scuola del merito quindi, per rimettere in moto l’ascensore sociale bloccato non a caso dopo il ’68. Fondamentale sarà anche la riforma dell’istruzione tecnico-professionale, che deve tornare ad essere un canale formativo di serie A, perché dà tante opportunità ai giovani”.

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